
Vigilia di Natale. Natale duro, avaro. Mentre scrivo, ottocento lavoratori di Wagons lits hanno perso il lavoro. Tre di loro, in nome di tutti quanti ottocento, passeranno la vigilia e il Natale abbarbicati alla torre della stazione Centrale per difendere il posto di lavoro. Le famiglie con loro, ai piedi della torre, condividono la lotta, stando insieme. Un Natale che è stato precedeuto dall'assassinio bieco di Mor Diop e Samb Modu, freddati a Firenze da un folle. Un omicidio cresciuto e nutrito dall'odio, dal razzismo e dalla guerra tra poveri. Razzismo alimentato da forze politiche prive di morale, di senso civico, incapaci di conoscere e coltivare la parola solidarietà, uguaglianza, dignità, pari opportunità. Un Natale preceduto da una manovra economica orchestrata in tutta comodità in forma di prelievo violento da pensioni e lavoro. Tasse sulle prime case, avanzamenti dell'età pensionabile in nome di norme europee. Tutto il resta è immutato. Lo scenario della mancanza di lavoro, dell'espulsione dal lavoro. Tanto è stato detto nei giorni che han preceduto il Natale. Parole che infine sono vuote. Perchè il giogo è attaccato al nostro collo. Al collo di quel 99 percento al quale una minoranza vampiresca succhia il sangue. I l mio pensiero di Natale è per tutti i lavoratori in difficoltà, le loro famiglie,per tutti quelli come noi che credono che un mondo diverso sia possibile. Un mondo privo di guerre, sfruttamento e mancanza di diritti. Il mio pensiero di Natale e credere che per cambiare tutti possiamo fare qualcosa, e possiamo farlo tutti i giorni, nel nostro piccolo quotidiano anche non perdendo la speranza di un cambiamento.