ACQUARIUS RACCONTI LIQUIDI CON PANNA

Racconti, poesie, pensieri, prosodie, ricordi e anche immagini, video, musica. Liquidi come possono essere i sogni, la memoria, lo svolgersi dei pensieri, la realtà che sfugge a definizioni e limiti. Con panna perchè è bello essere golosi. Di tutto.

Montaggio creato Bloggif

Wednesday, October 27, 2010

ACQUARIUS STORYTELLER TOUR DECIMA FERMATA. PAESAGGI E FORME: IL LINGUAGGIO
DELLA NATURA E L'OCCHIO DEL POETA.
FOTOGRAFIE E NOTE di "DOLENTE"



CARUSO PARAPETTO



















GOCCE E RUGGINE



















Il linguaggio della natura è un tramonto che ti aspetta al di là di una curva su di una strada di montagna. La penna del fotografo, l'ala di un subacqueo, la pinna di una pernice, il pennello di un cantante, la macchina fotografica di un poeta, l'applauso nel camposanto, il silenzio nello stadio, il gorgheggio del muto, la corsa a ostacoli del non udente, l'opera omnia dell'agricoltore, la poesia del chirurgo, lo sciopero del crumiro. Nelle gocce e nella ruggine si trovano le medesime cose, la trasparenza e il dolore, l'urlo e la ricercatezza dell'estetica, l'assenteismo e l'ossessione, la petulante cronaca sul niente, l'esplosione e la fuga in massa, il colore e la luce, il sapore e lo scottarsi la lingua, la corrente che se ne va all'improvviso, e lo schioccare di un fulmine, una mano nella tua mano, che aspettavi da tempo. L'inaffidabilità della vita. ("Dolente")

Saturday, October 16, 2010

Saturday, October 09, 2010








ACQUARIUS STORYTELLER TOUR
OTTAVA FERMATA:
DANZA NELLA PIOGGIA: ovvero
LA PIOGGIA.. IN PIAZZALE LORETO
(NON GIA' SUL PINETO..) libera rivisitazione
da la PIOGGIA SUL PINETO di GABRIELE D’ANNUNZIO

Taci. Su le soglie
di Milano non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più antiche
che DESIDERANO gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
sulle nostre ossa stanche,
sugli occhi asciutti che
non piangono
e somigliano a pietre.
Piove
sui marciapiedi
di volgare cemento
sui ponti di ferro
reumatici scheletri
di antiquariato industriale
piove
sulle giacche semiestive
sui corpi
sull'inverno in agguato
sugli alberi inguaiati
sull'ossido di carbonio
sulle macchine
che ingombrano
sulle strade strette
costellate
da inutili pensiline
alle quali nessun tram
si accosterà
fermi nel diluvio e nel caos
piove su le nostre mani
ignude,
che portano giornali
e borse della spesa zuppe
sui sogni infranti
sugli IPOD
che isolano dal male
e così sia
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
Milano
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le macchine
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
nel nulla rarefatto
d'un incubo urbano.......
ACQUARIUS STORYTELLER TOUR - SETTIMA FERMATA RICORDIAMO JOHN LENNON....



Friday, October 01, 2010

ACQUARIUS STORYTELLER TOUR - SESTA FERMATA RADIOPOPOLARE:

ABBONIAMOCI A RADIO POPOLARE
UNA RADIO LIBERA SENZA PADRONI!

(dal blog di Radio Popolare http://blog.radiopopolare.it/abbonaggio/)

Anche quest’anno un po’ dei conduttori di Radio Popolare si sono cimentati in una ridanciana e ironica canzone sul tema dell’abbonaggio. Selezionati come? Nell’unico modo che conosciamo in Via Ollearo. A caso. Quelli che c’erano in radio venerdì pomeriggio. Nel video vedrete, se proprio lo vorrete: Gianpiero Jam Kesten (che è stato anche produttore del video), Disma Pestalozza, Davide Facchini, Alessandro Diegoli, Gianmarco Bachi (gli ultimi tre responsabili del testo), Nello Avellani, Marco Sambinello (il giovane fonico), Niccolò Vecchia (anche produttore della canzone). Non inquadrati, ma altrettanto presenti nella canzone: Silvia Giacomini, Ira Rubini, Ezio De Gradi, Alessandro Principe.
Condividetelo, mostratelo a chi vi è caro. Ma soprattutto…non dite no. Abbonatevi a Radio Popolare.

Thursday, September 30, 2010

ACQUARIUS STORYTELLER TOUR - QUINTA FERMATA:
SANTA GIULIA ..."IN A DREAM" .. affacciata sul mare degli ALBERONI A LIDO DI VENEZIA .... oggetti abbandonati come installazioni, sulla riva di amianto..



Saturday, September 25, 2010

ACQUARIUS STORYTELLER TOUR - QUARTA FERMATA BREDA E CINISELLO BALSAMO : FIORI SULLA TOMBA DI FAMIGLIA

Alla fermata del bus 728 incontro Giovanni Pietro. E' abbronzato. Quel colore bruno-biscotto, sano. La pelle scura di chi sta al mare tutto l'anno. Sta aspettando insieme a me, in mezzo al fermento di un continuo flusso di persone, alla ricerca del proprio mezzo di trasporto. Tutti gli autobus sono stati deviati su percorsi alternativi. Il fiume Seveso è straripato e la metropolitana è allagata. La stazione Centrale, continua a rilasciare dalla sua grande bocca, a ondate, gruppi di individui frettolosi e frenetici, dagli sguardi saettanti e nervosi. Anche Giovanni Pietro ed io siamo in ansia, per il ritardo del nostro autobus. Parlo per prima e gli chiedo speranzosa se sta aspettando il 728. Annuisce. Poi squilla il suo cellulare e risponde. Ha la erre moscia e attacca improvvisamente a parlare con il suo interlocutore, in un improbabile dialetto milanese. E' strano sentirlo parlare con questa erre francese, che irrompe nelle gutturali del vernacolo. E' come far posto su di una tavola apparecchiata con vino, gorgonzola, polenta e racconti operai ad una concitata versione teatrale dialettale, di chi non è più abituato a questa lingua. Ha le mani adornate di coloratissimi e grandissimi anelli indiani, ciabatte marocchine ai piedi e un sobrio giubbetto di camoscio marrone dal colletto di maglia. Uno strano insieme di stili diversi, non casuale. Ma è elegante a modo suo. Un artista penso. Un pittore.
Ti aspetteresti da lui, quella cadenza ligure, che pare una canzone e una filastrocca. Ma Giovanni Pietro è di Cinisello Balsamo e si presenta. Mi spiega che starà a Milano per poche ore, il minimo necessario, prima si scappare via. Giusto il tempo di visitare la tomba di famiglia e incontrarsi con un parente con il quale ha appuntamento. La persona con la quale ha appena parlato al telefono. E' pensionato e comincia a raccontarmi di aver perso i genitori e di essere rimasto solo. I genitori sepolti ad Andora. I nonni nella vecchia Cinisello, nel mausoleo di famiglia che i parenti rimasti curano e riempiono di fiori. Saliamo sull'autobus e gli fornisco informazioni circa la mia gamba malandata e le cure ospedaliere che, mi costringono a questo itinerario tutti i giorni, attraverso la città. Sono contenta di viaggiare con lui, sul grande autobus a due vagoni. Mi sento protetta dalla sua inarrestabile voglia di raccontare. Scopro in quel momento esatto, quanto un essere umano possa riempire il vuoto di una intera città, ansante, arrabbiata e ostile. I palazzi algidi e di apparente edilizia economica, del quartiere Bicocca, i grandi archi rossi che sovrastano cortili deserti. Un quartiere che somiglia ad un modellino per studi di architettura, con abitanti fantasma. Poco prima, avevo avvertito una sensazione di profonda paura e dolore, per una città che non ammette debolezza. Mi consola condividere, questa specie di odio per Milano con Giovanni Pietro, che si guarda intorno infastidito dalle auto, gas di scarico e desolante caos e mi racconta di quanti fiori ci siano sulle tombe dei suoi genitori in Liguria e nel mausoleo di famiglia a Cinisello. Gerani. Tante specie. Quelli scarlatti, neri,bordeaux, non di colore chiaro e slavato perché non gli piacciono. Nemmeno bianchi. Gerbere, giaggioli e margherite grosse come bombe, vasi di piante che in Liguria costano poco e durano tanto. Dipinge nell'aria il cielo chiaro di Andora, anche quando piove e la moto per spostarsi a Imperia. Forse troppa gente di Milano, arrivata lì, davanti al mare, che nel tempo si è comprata una seconda casa. Accompagna le descrizioni dei fiori con le sue mani inanellate, al mignolo, all'indice, al medio. Grosse pietre come confetti lucidi, ai sapori di menta o fragola. Lo richiama il parente e Giovanni Pietro ricomincia a parlare in milanese: ormai prenderà il treno delle 14 per tornare a casa. Si è fatto tardi a causa del traffico. E' stato invitato a pranzo ma non si fermerà per assaggiare le polpette, "i mundeghili" preparati per l'occasione. Non tornerà più a Milano. Ha tenuto fede alla promessa giurata alla madre, di sistemare la faccenda della tomba di famiglia, una volta per tutte. E d'ora in poi ci sarà chi metterà sempre i fiori. In ogni ricorrenza . Si è accordato con i cugini. Ha regalato loro, due posti nel mausoleo di famiglia, in cambio di una devota cura floreale. Per non tornare più a Cinisello. Non viaggiare in novembre per il giorno dei morti con il cielo grigio ferro e il freddo appiccicoso della pianura padana.
Il racconto si interrompe, come smettere di leggere, quando la tua attenzione è tesa al massimo verso il finale. Sono arrivata. Scendo incerta, davanti ai cancelli della Breda: grandi, che si aprono sul viale che portava alla fabbrica. Intorno appartamenti, appartamenti in costruzione e case classe A. Criteri energetici ecosostenibili. Loft, che mangiano la terra della fabbrica, divorano le vecchie costruzioni e promettono la casa del futuro. Una specie di felicità annunciata di mattoni e piastrelle e lunghe file di balconi di metallo. Mucchi come colline nere di calcinacci, pietre e gru ronzanti. Saluto quel viale ogni mattina, come un omaggio, una preghiera silenziosa davanti alle rovine di un tempio. Fa' che la città risorga. Che non venga sommersa dal fango del Seveso. Che non venga cancellata dalla totale assenza di un' identità. Dalla mancanza di pensiero, di fantasia e di lavoro. Fa che si riscopra il desiderio di condividere qualcosa. A chi io mi rivolga, ogni mattina, non so. Ma ho bisogno di recitare il mio personale mantra, come una manciata di sogni, mentre zoppicando raggiungo l'ospedale nascosto dalle mura alte.
Non rivedrò mai più Giovanni Pietro che, tra poche ore, mentre starò tornando a casa, lascerà Milano. Soffro per questo. Perché ci si incontra casualmente e poi non ci si vedrà mai più e quel mai più è un po' come morire.

Sunday, September 19, 2010

ACQUARIUS STORY TELLER TOUR FERMATA HANGAR BICOCCA

Hangar Bicocca: le installazioni "I sette palazzi celesti" di Anselm Kiefer
e"Personnes " di Christian Boltanski



Un video dedicato all' installazione di Anselm Kiefer "I sette Palazzi Celesti" e all' installazione di Christian Boltaski "Personnes" , viste entrambe nello spazio Hangar Bicocca di Milano. L'installazione di Boltanski, creata per lo spazio hangar Bicocca è diversa e ridotta rispetto alla mostra tenuta al Grand Palais di Parigi.
Il mio è un omaggio a queste due installazioni, ai due artisti, che rappresentano in modo diverso, temi legati alla memoria, alla vita e la morte, alla spiritualità e la sacralità e all'uomo.
La musica è un mix che contiene il brano "Particule", dall'album " L'autre endroit" dell'artista Silence: http://www.jamendo.com/it/search/all/...
Video di Marfeda

Thursday, September 16, 2010

ACQUARIUS STORY TELLER TOUR: SECONDA FERMATA
TERRA DI NESSUNO: DAVANTI AD UNA TAZZA DI TE.

Si preparò una tazza di te scuro al miele e limone. Scaldò la teiera con abbondante acqua bollente. Scaldò anche la tazza. Aspettò con pazienza che le molecole di maiolica inglese prendessero tutto il calore necessario ad accogliere il te, mantenendone la temperatura. Versò l'acqua nella teiera, dove giacevano lucide, le foglie di te appena liberate a pioggia leggera. E attese. Aspettò, seduto in silenzio. Che le foglie sprigionassero l'aroma e il profumo. Attese che le foglie si lasciassero andare, rilassate e permeate d'acqua.
Respirò in assoluto silenzio. Inspirare, espirare. Come una foglia che galleggia nel buio accogliente della teiera. Mise il te nella tazza, come un esile rivolo fumante, attraverso il colino. Si avvicinò con la sedia al tavolo, composto, la schiena dritta, gli occhi alla tazza, piena di liquido scuro dorato. Poi prese il miele e lo fece scivolare piano, mescolando lentamente. Con le pinzette prelevò la fettina di limone dal piattino, appena tagliata, bagnata di succo e brillante di luce gialla.
Respirò e socchiuse gli occhi. Pensò a tutte le piantagioni di te. Immense, lunghe distese di piantagioni di te, verdi e lussureggianti. Luoghi mai visitati, perchè aveva paura di prendere un aereo e partire. Volare. Guardare dall'alto e oltrepassare il suo piccolo salotto. I libri accatastati. Le lezioni con gli allievi distratti. Le passeggiate verso l'agenzia di viaggi, nella quale non era mai entrato: giusto uno sguardo alla vetrina, per controllare, se per caso avesse cambiato i manifesti con i luoghi di vacanza da prenotare subito.
Prese la tazza per il sottile manico lavorato. Un piccolo gioiello fragile ed elegante, bianco a fiori blu chiaro. E bevve. Bevve nella tazza, nella quale,tutta la sua famiglia aveva bevuto. Aveva sorseggiato silenziosamente il liquido d'oro .Pensando a tutto. Parlando di tutto. Fuorchè delle piantagioni di te.
Bevve a piccoli sorsi piano piano. La centenaria tazza di te bollente.
Sentì il liquido caldo aromatico, scendere giu giu, dalla sua gola, verso le viscere, in un viaggio in discesa, come sulle rapide. Il nettare delle piantagioni di te.
Poi si alzò e a piccoli passi, impugnando il bastone come prender sottobraccio un amico si diresse verso la poltrona del salotto viola sbiadito, posta davanti alla finestra, socchiusa, che guarda verso l'autostrada A4. Quella che porta anche al mare. Ma non alle piantagioni di te.
Pensò: " Chissà se stasera mi telefonerà qualcuno."

Tuesday, August 24, 2010

ACQUARIUS STORYTELLER TOUR

PRIMA FERMATA : A SABAUDIA
QUESTO E' IL POST DI ONAGRO "MC" SDL
NOSTALGIA DEL FALEGNAME

Dal terrazzino di casa, a Sabaudia, il panorama mostra che tutta la zona una volta occupata dal laboratorio-casa del falegname è ormai rasa al suolo.
Niente più casa misteriosa, la pianta resa indecifrabile dalle innumerevoli superfetazioni orizzontali, oggetti commerciali, dependances ed estensioni. Niente più finestre semichiuse, inquadrature tagliate di letti sfatti, ombre di uomini che si intravedevano al mattino presto (il falegname affittava le stanze della casa semi-abbandonata?). Niente più ululati di sega elettrica, soffi di compressore per verniciare, andirivieni di clienti e conoscenti, misteriose cataste di legname vario o di ciarpame vario, un immarcescibile e inattuale fuoribordo in secco, o meglio, in umido. Niente più verde, disordinato ma verde, orto prima coltivato e poi abbandonato, alberi da frutto e boscaglia, jungla percorsa da felini multicolori, intenti a inseguimenti, riposi e cacce, concerti e lotte.
Al posto della piccola Beirut, in cui rimane in piedi solo un mozzicone di muratura d'angolo, un cartello ci assicura della prossima nascita di una signorile palazzina mattonata, simile a quelle sorte negli ultimi anni nei dintorni. A fianco resiste il giardino sempreverde e ordinato dell'ineffabile Signor Om. che con inflessione piemontese ancora riconoscibile commenta: “Sarà proprio un bel condominio neh?”
(Onagro)

Monday, August 09, 2010

Colored crystal water and fireworks,
Venice, 17th july 2010 Redentore
fotografie e video dalla festa del Redentore a Venezia.
La laguna, il cielo, come una immensa galassia fluttuante di luci, fuochi, riflessi e colori, come cristalli liquidi.
videowaves by Marfeda
music Roger Rubirana Mata
"Point of no return"
(http://www.jamendo.com/it/track/168834)

Friday, August 06, 2010

Saturday, July 31, 2010

In viaggio, alla fine della navigazione...

Dopo aver raggiunto lo zenith il sole è in fase quasi calante, le bussole segnano nord.
Sono alcuni mesi che navighiamo. Siamo partiti a gennaio col freddo, adesso è caldo e il vento è fresco. Siamo salpati via in gran fretta. Un viaggio obbligato cui siamo stati in molti a partecipare. Nessuno con il cuore lieto e le ali ai piedi. La forza mostruosa d'una imminente tempesta davanti, da affrontare con tutte le forze a disposizione. Pochi piani, fatti via via, problemi da affrontare ogni giorno, e da risolvere. Speranze. Tentativi. Sentimenti come montagne russe, su e giù. Come barometri abbiamo registrato i cambi atmosferici e l'addensarsi della pressione. Abbiamo visto le nuovole crescere e diventare montagne, il mare diventare una massa scura, immane contenitore della tempesta annunciata. Non avevamo a disposizione molti mezzi per fronteggiare il cataclisma se non la forza dei sentimenti. La sensazione di non poter far altro, la frase del nostro capitano " una volta conosciuto il nemico che altro posso fare,se non andare avanti,non ho scelta..."
Il rispetto nel silenzio e nella dignità del Capitano ci ha accompagnato. I silenzi e gli sgaurdi contengono tutto. Anche la libertà e l'amore. La Companera del nostro Capitano, ci ha aiutato a condividere questo viaggio impossibile con una forza che forse nemeno lei conosceva. Viaggiare verso il buio, con la sola luce dell'amore.
Alla fine la tempesta si è abbattuta su tutti noi. Inesorabile, un'onda che ha divorato tutto, fin nei piccoli angoli nascosti, scavando avida ovunque. Ha corroso, frantumato tutte le forze e le roccaforti. Ha prosciugato le forze del Capitano lasciandolo silenzioso per sempre come un santo sulla riva, E noi nel dolore scomposto e disperato. Abbiamo perso il Capitano. La nave resta in silenzio. Il mare immoto ignora nella sua maestosa possenza e grandezza il nostro naufragio.
Non ci sono piani ora. Solo l'alternanza del dolore e dell'oblio,della paura, insieme però al tepore del sole, al vento, al fruscio lontano delle piante, all'odore dei fiori, al rumore dell'acqua e agli occhi fedeli degli amici intorno.

Wednesday, June 16, 2010

Fotografie alla fermata tram 2 Milano.
videowaves Marfeda
giugno 2010

Prima di una serie di sequenze sulla città, veloci, ossessive come il ritmo che scorre sulle strade.


Tuesday, June 08, 2010



Un brano forte e meraviglisoo , per Valeria D'Arbela, pittrice e artista,
mia madre. E' lei che me l'ha fatto ascoltare per la prinma volta tanto tanto tempo fa. E' una preghiera verso l'infinito.

Sunday, May 23, 2010



BUENA SUERTE (Valery Records), track 6 -

SOLDATINI DI PONGO (Baby Soldiers)
music & lyrics: Steve Volta // Pino Scotto // Norman Zoia
Feat: Nina - Chitarre e cori: Steve Volta
batteria: Marco Di Salvia - Basso: Frank Kopo

Da un album che sale su molto in alto, per scendere a precipizio negli inferi [...] La mano di Norman Zoia nei testi, bellissimi, dell'ultimo rocker italiano. Un racconto lucido e implacabile in punta di penna, una sorta di Spoon River, ironica, amara, a ritmo di rock & riff. Nessuno dorme sulla collina, la vita scorre difficile e contraddittoria” (M.F.)

VIDEOWAVES BY MARFEDA VERSION 2

Thursday, May 20, 2010