ACQUARIUS RACCONTI LIQUIDI CON PANNA

Racconti, poesie, pensieri, prosodie, ricordi e anche immagini, video, musica. Liquidi come possono essere i sogni, la memoria, lo svolgersi dei pensieri, la realtà che sfugge a definizioni e limiti. Con panna perchè è bello essere golosi. Di tutto.

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Thursday, April 15, 2010

Norwegian Wood - The Beatles

I once had a girl, or should I say, she once had me...
She showed me her room, isn't it good Norwegian wood?

She asked me to stay and she told me to sit anywhere,
So I looked around and I noticed there wasn't a chair.

I sat on a rug, biding my time, drinking her wine,
We talked until two and then she said: "It's time for bed"

She told me she worked in the morning and started to laugh.
I told her I didn't, and crawled off to sleep in the bath

And when I awoke, I was alone, this bird had flown
So I lit a fire, isn't it good Norwegian wood.


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Monday, March 29, 2010

ATLANTIS



Navighiamo senza barche o zattere, senza bussole e indicazioni.
Come ci si sente in questo grande spazio blu increspato di bianco, guardando ovunque e intorno solo blu?
Non c'è risposta se non il battito continuo del cuore e la sensazione di essere vivi.
Eppure avremmo bisogno di tante risposte e forse di più , di poter fare domande.
Ci farebbe sentire meno soli.

Saturday, March 27, 2010

Al di là delle definizioni questo l'abbiamo chiamato amore.

....Ecco, se tutto si può cancellare e succede quando hai abbassato la guardia e pensi di essere immune da tutto quello che invece accade intorno, il tuo sguardo obliquo, di taglio, che però riesco a vedere nel suo unico verde scintillante, resta aggrappato ai miei occhi. Non serve altro. Racchiude, le parentesi e le sottolineature. E di solito in tutto questo sorridiamo, scoppia la risata chiara, bianca luminosa a volte trattenuta a stento, come un lungo soffio libero dalle labbra e dal naso. E di certo, ci guardiamo a tratti, fingendo noncuranti per non farci scoprire. Non ci sfioriamo nemmeno. Eppure siamo immersi totalmente uno nell'altro. Complici e apparentementi indifferenti come gatti dagli occhi socchiusi.....

If you do'nt know me by now... Simply red


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Friday, March 26, 2010

RAI PER UNA NOTTE 25 MARZO 2010

La serata di Rai Per Una Notte di ieri 25 marzo dal Pala Dozza di Bologna ci ha fatto sentire meno soli. In tanti collegati via internet, ad ascoltare la radio, sintonizzati sulle emitenti locali, abbarbicati alle parole che diventano enormi montagne di verità e cultura. La realtà di un paese continuamente spinto verso il vuoto e lo svuotamento delle anime e dei corpi. E' stata una bellissima serata.
Ringraziamo di cuore tutti quelli che si sono impegnati ed adoperati in prima persona perchè accadesse.!!! Quante bellissime persone, quanta gente che desidera vivere in un paese civile. Grazie grazie grazie.
ODIARE I MASCALZONI E' COSA NOBILE. SIGNIFICA ONORARE GLI ONESTI.
QUANDO SI OFFENDE UNA LIBERTA', SI OFFENDE LA LIBERTA' DI TUTTI.
E' vero, noi la faremo sempre fuori dal vaso!!!! Lo giuriamo!

Saturday, March 13, 2010




Personnes è il titolo scelto da Christian Boltanski per la sua installazione al Grand Palais di Parigi all’interno della rassegna Monumenta edizione 2010 in uno spazio di circa tredicimila metri quadrati delineato da un' architettura di ferro e di vetro.Chirstian Boltanski , Artista "della memoria e della perdita", autore del saggio “Lo Spettacolo del dolore”, che racconta l’indignazione di una società che si nutre mediaticamente del dolore altrui per allontanare la paura dalla propria realtà ha ideato quest'opera che vuole rappresentare la presenza dei morti. Personnes in francese significa “persone” e “nessuno “ e quindi conduce anche all'idea della scomparsa, della morte. Su richiesta dell’artista,il Grand Palais è stato reso freddo come un cimitero. Divise in decine di singole aree centinaia di vestiti giacciono a terra a rappresentare i corpi delle persone scomparse. La colonna sonora è stata composta assemblando le registrazioni di cuori che battorno. Anche i visitatori possono aggiungere il suono del proprio cuore, registrandolo in uno spazio che è stato creato appositamente.
(da Artsblog.it)

Sunday, March 07, 2010

Che cosa si vede dalla finestra di una casa che si affaccia su di una stretta e ombrosa stradina di provincia, nell'arco di 24ore, posto che sei una disoccupata che rimane a casa perchè non sa dove andare e sopratutto non ha un soldo in tasca da spendere? E di cosa si parla quando la vista sulla strada si sdoppia e diventa accesso ad una finestra totalmente diversa ovvero la finestra del proprio computer e persino la finestra che la protagonista apre nella propria mente?
Iskra Maria, disoccupata, 50 anni, cultura media, aspetto anonimo, tendenza alla depressione, lo racconta del suo "Diario di Iskra Maria" (disoccupata,che deve il suo nome a un padre comunista e a una madre cattolica che non si sono mai messi d'accordo.)Un romanzo che si legge tutto d'un fiato, corto come quello dell'autrice in corsa verso la propria "liberazione" dalla prigionia casalinga.
......

"DIARIO DI ISKRA MARIA (DISOCCUPATA CHE DEVE IL SUO NOME AD UN PADRE COMUNISTA E AD UN MADRE CATTOLICA CHE NON SI SONO MAI MESSI D'ACCORDO) - Edizioni I Quaderni a Spirale - Eur 14

Saturday, February 27, 2010

Da L'AGENTE IMMOBILIARE

(CAPITOLO 5)


.....
Lorenzo arriva stanchissimo all’aeroporto di Venezia. Percepisce immediatamente il sentore familiare della laguna: salmastro con retrogusto di alghe e muffa. E’ un odore amico che odia ed ama. Una mano umida che gli strofina dolce il viso, che lo rincuora e lo aiuta a riordinare i pensieri. E’ arrivato dall’Afganistan con una grande quantità di foto scattate, forse le ultime, che ritraggono una desolante devastazione sullo sfondo di turbanti neri. Ma la sua attenzione è catturata dal ricordo di Olivier. Per tutto il viaggio di ritorno gli è parso di sentirselo addosso, perfettamente adattato alla sua pelle. Ha in corpo una specie di tamburo che continua a rullare. Gli vengono in mente i suoi occhi verdi. L’ultima volta che si erano visti, prima della sua partenza, Olivier gli aveva comunicato di aver accettato l’invito di un tizio conosciuto poco tempo prima, che gli aveva offerto un viaggio in Martinica.
- Non dovevi venire a Venezia per qualche giorno? Aveva obbiettato Lorenzo.
- Beh verrò un'altra volta… tanto l’invito è sempre valido no?
Si erano fronteggiati come due lottatori, lo sguardo franco di Olivier che lo ispezionava quasi divertito.
- Certo. E’ sempre valido.
Lorenzo era rimasto in silenzio. Non aveva nessuna intenzione di mostrare la sua delusione. Non voleva insistere. Cedere. Dirgli Vieni. Ti prego, vieni che non sto più nella pelle. Vieni da me che ho bisogno di toccarti..
Stava sperimentando per la prima volta la sensazione di avere ingoiato un intero cespuglio di spine che gli devastavano lo stomaco e si sentiva un sudore acido spumeggiare sulla schiena.
Mentre aspetta il battello che lo porti a casa al Lido prova a chiamare Olivier al telefono. Così. Pensa di chiamarlo per farsi del male. E' sicuro che non risponderà.
Se lo immagina al sole, in spiaggia con il tizio, un pubblicitario dal fisico molto curato, gli aveva detto Olivier sarcastico e si sente un perfetto coglione mentre compone comunque il numero sulla tastiera.
Il segnale di connessione gli penetra nell’orecchio e gli sembra fortissimo. Gli pare che lo possano sentire tutti quelli che gironzolano nei pressi dell’imbarco. Il telefono di Olivier è acceso e a Lorenzo manca il coraggio di fare quella telefonata.
- Ciao Lorenzo. Il tono di Olivier è gentile, sembra quasi grato. - Ben tornato a casa dal paese degli orrori. -
Lorenzo sente tutta la tensione scendere giù dalle sue spalle verso le gambe come una cascata d’acqua che corre verso il basso e anche la sua voce corre verso il basso, quasi un sospiro roco.
- Grazie. Com’è il tempo in Martinica?
- Bellissimo.
- Ovvio in Martinica è sempre bello.
Mentre Lorenzo fa uscire la propria voce spingendo sul diaframma, perché proprio non vuole uscire, riesce anche a pensare merda più volte e di se stesso coglione-stronzo . Vorrebbe anche confessare a Olivier, ma che stupido a non dirti subito quanto avrei voluto trovarti al mio ritorno magari ad aspettarmi in aeroporto e poi correre a casa e ….
-E’ vero – sta rispondendo Olivier – è un peccato, per il tempo dico, perché alla fine, non ci sono andato.
- Non sei partito?
- Eh no.. - Olivier ride - Sei ancora li?
- Si - Lorenzo si sente appeso ad una parete liscia senza appigli in caduta libera, una specie di o di beatitudine.
- E quindi stai ...qui.. non i vai più...
- No, non parto... perchè... in fondo in Martinica ci sono già stato ..
- Beh ma allora parti, cioè no.. vieni qui, vieni da me , non è la Martinica ma .. Olivier. Vuoi.. vedermi?
Scandisce molto bene il nome di lui e tutta la frase perché non crede di aver avuto il fegato per quelle parole tutte insieme .
- Voglio dire non vedo l’ora di …e
- Certo che voglio vederti , sennò avrei accettato l'invito, cosa te ne sembra?
Lorenzo pensa di aver sognato tutto. Prende il motoscafo mettendo semplicemente un piede dietro aggrappato ai pesi dello zaino e delle macchine fotografiche. L’odore salmastro gli sembra ancora più dolce e balsamico e la nebbiolina che lo avvolge gli addolcisce la pelle seccata dal sole e dalla lunga permanenza in aereo.
A casa sua, Olivier si mette a ridere, così, da solo con il telefono in mano e il vecchio gatto Joe che lo apostrofa con sonori mraahh , per ricordargli che è quasi ora di andare a dormire.
Non è solo ora dormire è anche ora di sognare... finalmente.. l'ultima volta risaliva a troppi anni prima.
..........
Keith Haring, peintre américain né en 1958 a débuté par des études de graphisme publicitaire. Commençant par dessiner sur les murs du métro, il expose finalement dans plusieurs galeries new-yorkaises prestigieuses, notamment chez Tony Shafrazi et Léo Castelli. A partir de 1984, il développe une symbolique colorée, liée au monde des médias et se distingue en créant une iconographie unique, aux formes synthétisées soulignées de noir. Outre son style graphique facilement identifiable, son immense popularité s'explique par sa prédilection pour des supports hors normes accessibles à tous : le métro, les murs de la ville, les réverbères, jusqu'aux produits dérivés qu'il commercialise lui-même.
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William Kentridge



William Kentridge artista sudafricano, ha le sue radici a Johannesburg, dove è nato nel 1955 e dove continua a vivere e a creare la maggior parte delle sue opere.
Le sue opere esplorano le infinite tessiture della propria memoria personale e di quella collettiva per analizzare i conflitti di una società globalizzata. Pittura, disegno, bozzetti, installazioni, films che diventano video:Kentridge utilizza in modo affascinante tutte le tecniche per rappresentare l'umanità nelle sue pieghe più fragili e profonde.








The Bohemian rhapsody



(Mercury)
Is this the real life?
Is this just fantasy?
Caught in a landslide,
No escape from reality
Open your eyes, Look up to the skies and see,
I'm just a poor boy, I need no sympathy,
Because I'm easy come, easy go, Little high, little low,
Any way the wind blows doesn't really matter to me, to me
Mama I just killed a man,
Put a gun against his head, pulled my trigger, now he's dead
Mama, life had just begun,
But now I've gone and thrown it all away
Mama, ooh, Didn't mean to make you cry,
If I'm not back again this time tomorrow,
Carry on, carry on as if nothing really matters
Too late, my time has come,
Sends shivers down my spine, body's aching all the time
Goodbye, ev'rybody, I've got to go,
Gotta leave you all behind and face the truth
Mama, ooh, I don't want to die,
I sometimes wish I'd never been born at all
I see a little silhouetto of a man,
Scaramouche, Scaramouche, will you do the Fandango
Thunderbolt and lightning, very, very fright'ning me
(Galileo) Galileo (Galileo) Galileo, Galileo figaro
Magnifico I'm just a poor boy and nobody loves me
He's just a poor boy from a poor family,
Spare him his life from this monstrosity
Easy come, easy go, will you let me go
Bismillah! No, we will not let you go
(Let him go!) Bismillah! We will not let you go
(Let him go!) Bismillah! We will not let you go
(Let me go) Will not let you go
(Let me go) Will not let you go (Let me go) Ah
No, no, no, no, no, no, no
(Oh mama mia, mama mia) Mama mia, let me go
Beelzebub has a devil put aside for me, for me, for me
So you think you can stone me and spit in my eye
So you think you can love me and leave me to die
Oh, baby, can't do this to me, baby,
Just gotta get out, just gotta get right outta here
Nothing really matters, Anyone can see,
Nothing really matters,
Nothing really matters to me
Any way the wind blows