Tuesday, December 08, 2009
Monday, December 07, 2009
Monday, November 30, 2009
Saturday, November 28, 2009
Sunday, November 22, 2009
Saturday, November 21, 2009

Non ho acceso nessuna luce. Nemmeno spenta.
Per carità nessuna nebbia o cielo incolore
Per una trentina di pagine No! La dolorosa col velo nero,
che piange sofferti momenti trapiantati.
Non ho alzato veli tende su finestre
- Oh no devono essere per forza opache -
E caffè al mattino e vapori di doccia in box insonnia
Ho solo prestato (erano le due di notte)
La mia vecchia tuta di lurex e le scarpe con le zeppe
bellissima
A Renzo Maria
Eh me l’ha chiesta
Non era timido ed era per un concept party
Guadagna anche 100 eur per 4 ore
Balla bene
Ho singhiozzato perché non ci entro più
La tuta è una 42 come le scarpe che mi entrano ancora
Meno male.
Ahi che dolore mi fa
Samba samba la mia vecchia lurex tuta.
Andata.
Norman said...
Samba samba & salsa salsa & rosa marina. E intanto la tuta come la muta (da sub) e la cieca (di Sorrento, del Salento, del Cilento...) Andata! In fondo siamo tutti un po' andati, un po' malandati... ma bastano alcuni versi, per esempio come questi di Rodolfina, a farci tornare in sé in voi in noi marinai di terra e di stelle, col bavero alzato controvento e in favore della prossima notte che verrà, giù dritta a fior di pelle...
Norman Zoia
Thursday, October 15, 2009
Wednesday, October 14, 2009
TRACCE - FOTOGRAFIE di SERENA D'ARBELA
videowaves di Marfeda
ottobre 20009
Paesaggi di mare, alberi, foglie, sabbia e cielo. Tutte le stagioni e le luci. Il sole e la pioggia.
Il mare, si prende la scena mischiandosi ai rami, alle foglie, ai residui e ai fossili. Ha lasciato le sue tracce sulle radici e sui rami. Sulla sab...bia si riconoscono tracce di volti, segni e profili disegnate per un momento e poi cancellate dall'acqua. Oggetti abbandonati trasformati dalla salsedine. Ferro, stoffa, e altro ancora che sembrano appartenere solo al mare.Paesaggi che cambiano e restano solo nella memoria fotografica mentre il mare ruggisce o si distende catturando i cambiamenti di luce.
Tuesday, October 13, 2009
La mer (Khalil Gibran)
Dans le silence de la nuit alors que s’évanouit
L’éveil des hommes derrière leurs paupières,
La forêt s’écrie : « Je suis la puissance
Que le soleil a fait jaillir du cœur de la terre. »
Cependant la mer reste calme,
Disant en son cœur : « La puissance est à moi. »
Dit le rocher : « Le destin m’a érigé
En édifice jusqu’au jour du Jugement dernier. »
Cependant la mer reste quiète,
Disant en son cœur : « L’édifice est à moi. »
Dit le vent : « Comme je suis étrange,
Séparant le ciel de la brume. »
Cependant la mer demeure calme,
Disant en son cœur : « Le vent est à moi. »
Dit le fleuve : « Comme je suis pur,
Étanchant la soif de la terre. »
Cependant la mer demeure quiète,
Disant en son cœur : « Le fleuve est à moi. »
Dit le mont : « Je resterai élevé
Tant que perdureront les étoiles au sein de l’univers. »
Cependant la mer reste calme,
Disant en son cœur : « Le mont est à moi. »
Dit la pensée : « Je suis la reine,
Et il n’est d’autre reine au monde que moi. »
Cependant la mer demeure assoupie,
Disant dans son sommeil : « Tout est à moi. »
(Khalil Gibran, Merveilles et curiosités, 1923)
Monday, October 12, 2009
Tuesday, October 06, 2009
Assorto, http//poeta.web
corre il poeta notturno
a passi grandi
su tastiera grigia,
da qualche parte:
un transito
nel chissa' dove
d'un anello radiante,
tra le dita degli altri.
in quale luogo
e lo sguardo di chi
sobbalzera' con ritmo extrasistolico
per dire oh si
e leggere il poeta
insonne
- pensieri da lanciare -
fa parte del gioco
non sapere.
waves by marfeda
corre il poeta notturno
a passi grandi
su tastiera grigia,
da qualche parte:
un transito
nel chissa' dove
d'un anello radiante,
tra le dita degli altri.
in quale luogo
e lo sguardo di chi
sobbalzera' con ritmo extrasistolico
per dire oh si
e leggere il poeta
insonne
- pensieri da lanciare -
fa parte del gioco
non sapere.
waves by marfeda
Monday, September 28, 2009
Thursday, September 10, 2009
Wednesday, September 09, 2009

ORA UN FINALE SULLA RIVA
Ora un finale sulla riva,
ora alla terra e alla vita un finale e un addio,
ora Viaggiatore parti, (molto, molto è ancora tenuto in serbo per te)
spesso abbastanza ti sei avventurato sui mari,
cauto incrociando, studiando le carte
ritornando debitamente al porto e agli ormeggi;
ma ora obbedisci al segreto desiderio che hai nutrito nel cuore,
abbraccia i tuoi amici, lascia tutto in ordine,
per non tornare più al porto e agli ormeggi,
parti per la tua crociera senza fine, vecchio Marinaio.
Walt Whitman (dedicata a Valeria D'Arbela)
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